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Uno sguardo nuovo sul consueto
Il compito centrale del lavoro dei Topotek 1 è la progettazione degli spazi aperti urbani.
La ricerca di un approccio concettuale, basandosi su una comprensione critica della realtà immanente, conduce i Topotek 1 ad una decisa e forte dichiarazione riguardo al contesto urbano.
Attraverso il progetto, la pianificazione e la costruzione vengono offerte molteplici soluzioni per parchi, piazze, campi sportivi, corti e giardini, nei quali il progetto risponde allo stesso tempo alle esigenze di funzionalità, comunicazione e sensualità.
Le molteplici esperienze, sviluppate attraverso un'ampia gamma di progetti sia in ambito tedesco che internazionale, portano ad una realizzazione efficiente e finemente calibrata sulle rispettive necessità.

La creazione di spazi aperti richiama la promessa di un mondo migliore. Topotek 1 offre così immagini spaziali attraverso affascinanti giardini e paesaggi.
Benché i progetti elaborati comprendano esperienze che vanno dalla scala urbana a quella del puntuale giardino privato, la pratica del giovane studio berlinese risulta eccezionalmente pregnante nel suo approccio complesso e poetico alla progettazione.

Nella strutturazione dello spazio, le superfici bi- e tridimensionali portano con sè messaggi densi di valori e di contenuti, messaggi di uso o di storia, di futuro o di bellezza fine a se stessa, di contesto o d'identità.
Topotek 1 si assume così il compito di elaborare questi messaggi, decodificandoli e plasmandoli in spazi leggibili, pubblici o privati.
Negli occhi del visitatore, o meglio nella sua mente, il contenuto dunque scaturisce come assembramento di questi segnali - in accordo con le sue aspettative.
Topotek 1 non definisce il contenuto, ma piuttosto lo trasmette. Tutto ciò è possibile unicamente assumendo una posizione prettamente estetica in relazione alla realtà spaziale.
Solamente giungendo ad una giusta interpretazione della situazione data, si può ottenere una futuribile visione per il parco, la piazza cittadina, il giardino pensile, il viale o la corte.
Il landscape creato da Topotek 1 è difatti principalmente caratterizzato dalla trasformazione e dal ri-potenziamento delle strutture date.
E´difficile quindi riuscire a definire uno stile dei lavori dello studio, benché vi siano alcuni elementi e strumenti specifici utilizzati nel disegno dello spazio che ne possono definire l'opera.
Una di queste caratteristiche é la re-interpretazione semiotica, che impiega gli strumenti di trasformazione o trans-locazione: ad esempio, la segnaletica stradale applicata con un denso strato di pittura bianca sul bitume scuro posto a copertura di un edificio; segni che vanno così a creare un giardino celestiale, che porta gli scarni elementi di controllo del traffico a fluttuare alto sopra i tetti di Berlino.
Elevati dalle gole urbane fino al cielo, i limiti dell'area della copertura si trasformano in illusioni ottiche di spazialità e minacciosa dinamica dei segni astratti.

La reinterpretazione semiotica/grafica della situazione data è, quindi, diventata un fattore determinante per molti dei progetti di Topotek 1. E se, da una parte, un'area viene caratterizzata dalla sovrapposizione dei segni grafici di parcheggio e di gioco, nel contempo il cortile di un edificio progettato dallo studio Alsop/Störmer, nel quartiere di Kreuzberg a Berlino, appare come una composizione astratta, con reminescenze desunte direttamente dall'arte moderna.
Qui la grafica, che porta visivamente al parcheggio interrato, è rappresentata come una superficie tridimensionale compressa, che tende verso qualcosa tra il visibile e il celato.
Anche nel parco ad Eberswalde si può trovare nuovamente l'asfalto come materiale: disteso di fronte al palco non dà l'impressione di potersi integrare nei rigidi codici del parco paesaggistico, e questo appare vero fintanto che non viene verniciato.

Topotek 1 non sbianca, così come non colora seguendo la moda. Assume, piuttosto, il compito di commentare la funzione necessaria dell'arena a cielo aperto: osservare da un pattern che mimetizza la semplice funzione della piazza di catrame.
L'uso delle grafiche sull'asfalto rimane comunque giocoso, per i visitatori tanto quanto per i progettisti.
Giocoso, ad esempio, come la segnaletica dei posti auto nel complesso residenziale a Rummelsburger Bucht - progetto che si inserisce nella riqualificazione della fascia cittadina lungo il fiume Sprea. Qui, invece della numerazione cardinale, gli utenti sono invitati a seguire delle forbici, una macchina fotografica, un televisore. Ciascun proprietario sceglie, quindi, il proprio simbolo al quale fanno riferimento i relativi 12,5 metri quadri di parcheggio.

I Topotek 1 si distinguono per un'attitudine idiosincratica al significato. I giardini sono segni per stimolare il potere immaginativo di chi ne usufruisce. I segni sono integrati in una messa in scena sperimentale, l'espressione di un'immaginazione fervida. La trasposizione da segno in giardino appare talvolta concreta, talvolta unicamente figurativa: come può apparire nel parterre dei giardini di un palazzo barocco, i giardini di Topotek 1 possono così essere letti, letteralmente, senza che si esauriscano in simbolismo o stilismo.

Le ombre impresse nelle lastre di cemento della piazza antistante i giardini della Federal Reserve, ad esempio, raccontano storie di potenziale vitalità di uno spazio, creando relazioni peculiari tra le persone assenti e quelle presenti.
I lavori riusciti di Topotek 1 sono quelli che stimolano la comunicazione - una comunicazione in grado di superare una conversazione stentata, ispirando un intento intellettuale che vada a limitare delle possibili realtà. La comunicazione, nelle sue molteplici accezioni, rimane quindi al centro dell'interesse dello studio.
Tutto ciò tende in ogni modo ad evitare la realtà semplicemente apparente, preferendo definire sempre e comunque i lavori come "giardini", indipendentemente dalle loro funzioni e dimensioni.
Questo anche perché il termine giardino richiama una realtà artificiale, mentre il paesaggio, o landscape, maschera una pretesa di finta naturalità.
Ecco, quindi, che viene così rielaborata la realtà di ogni giorno, in un reinterpretazione fantastica e associativa, attraverso il minimo intervento che possa cambiare la percezione del luogo, andando a sottolineare ed enfatizzare la realtà unica dello spazio aperto.

Ministero per i Beni e le Attività Culturali Regione Basilicata Associazione Basilicata 1977